Il racconto in generale e il racconto di storie del proprio vissuto (STYORYTELLING) in particolare, attraverso un video digitale e in modalità interattiva, forniscono una possibilità di restituire un'immagine di sé variegata e multiforme. Come in un iper-testo, così in un video digitale all'interno di un progetto di Scratch, è possibile collegare e “giocare” non solo con le immagini ma anche con le parole, con i loro significati e con le loro sfaccettature evocative.
Dal punto di vista individuale il digital storytelling diventa uno strumento per l’autovalutazione delle competenze acquisite dall’individuo in contesti di apprendimento non formali e informali (scuola, famiglia e vita comunitaria).
SYTORYBOARD: utilizzo di un organizzatore anticipato dei contenuti per facilitare l’apprendimento logico-visivo; in alcuni casi è possibile costruire una linea del tempo generica nella quale posizionare gli eventi raccontati, altrimenti possono essere realizzati cicli o sequenze nei quali presentare attività di routine.
In questa fase il docente presterà attenzione nel riconoscere, al fine di basare su di esse le successive attività, i diversi stili di apprendimento (stili cognitivi e forme di intelligenza).
L'immagine racconta quando c’è un “prima” e un “dopo” e questi prima e dopo sono legati fra loro. Il problema sorge quando abbiamo una sola immagine oppure poche e scollegate fra loro. Se pensiamo ad un ragazzo/a con disabilità, spesso l'idea che gli “altri” (compagni di scuola, insegnanti, estranei in generale) hanno di lui, è fatta da immagini scollegate fra loro e che danno un'impressione e una valutazione “ghettizzata” anche se “integrata”.